SPECIALE FESTIVAL DI TRIESTE: I FILM VINCITORI

27° Festival del Cinema Latino Americano

 

 

I FILM VINCITORI:

 

“Tiempos menos modernos” (Argentina-Cile)

“El rumor de las piedras” (Venezuela), “Fecha de caducidad” (Messico)

“El inca, la boba y el hijo del ladrón” (Perù),“Colegas”(Brasile)

 

 

GLI ALTRI PREMI:

 

“Cenizas eternas” (Venezuela), “Apaporis”(Colombia)

“The Cuban wives” (Italia-Austria), “El Almanaque”(Uruguay)

 

 

Silvio Da Rin (Premio “Oriundi – Italia in America Latina”)

Ambasciatore Emilio Barbarani (Premio “Salvador Allende”)

 

 

TRIESTE – Argentina e Cile, con Venezuela, Messico, Perù e Brasile vincono i premi della Sezione Ufficiale a Concorso del 27° Festival del Cinema Latino Americano di Trieste. E ancora Venezuela, Colombia, Uruguay e una coproduzione Italia-Austria si aggiudicano i premi di altre sezioni del Festival, che assegna inoltre alcune menzioni speciali.

 

Tiempos-menos-modernos.jpg

 

Il Premio al Miglior Film va a “Tiempos menos modernos” di Simón Franco, una coproduzione fra Argentina e Cile su protagonista un uomo che vive isolato nella Patagonia, la cui vita cambia improvvisamente quando può guardare per la prima volta i programmi della tv satellitare.

 

 

 

 

el-rumor-piedras_jpg.jpgPremi alla Regia e per il Miglior film per la Cultura di Genere (assegnato quest’anno per la prima volta) vanno al venezuelano “El rumor de las piedras”, di Alejandro Bellame Palacios; è la storia di una donna che sogna per i propri figli un futuro migliore rispetto al quartiere povero e violento dove stanno crescendo.

 

Premio Speciale della Giuria al film messicano “Fecha de caducidad”, di Kenya Márquez, che vince anche il Premio per la Miglior interpretazione del noto attore Damián Alcázar; la vicenda è quella di una vedova alla ricerca suo figlio, misteriosamente scomparso, che man mano scopre una realtà diversa da quella immaginata.

 

ladron.jpgPremio Opera Prima al peruviano “El inca, la boba y el hijo del ladrón”, di Ronnie Temoche, su tre personaggi in fuga dal loro paesino e da un’identità negata. Menzione Speciale della Giuria al documentario uruguayano “El Almanaque”, di Pedro Charlo, sul tema della conservazione della memoria storica da parte di un prigioniero politico degli anni ‘70.

 

 

colegas_2.jpgIl Premio del pubblico va invece al brasiliano “Colegas”, di Marcelo Silva Galvão, poetico road movie su tre ragazzi affetti da sindrome di Down, che partono alla ricerca dei propri sogni.

La giuria internazionale del Festival era formata dal regista, sceneggiatore e produttore messicano Luis Estrada, dalla regista e sceneggiatrice colombiana Camila Loboguerrero e dagli spagnoli Alberto García Ferrer, Segretario generale dell’Associazione delle Televisioni Educative Ibero-Americane e  Carmelo Romero, direttore del Festival del Cinema di Málaga.

Il Festival del Cinema Latino Americano di Trieste, la più vasta rassegna europea del settore, è organizzato dall’APCLAI (Associazione per la Promozione della Cultura Latino Americana in Italia).

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Cenizas%20eternas%2003.jpgGli altri premi del Festival, attribuiti da giurie specifiche, sono stati il Premio per la colonna sonora a Tulio Cremisini per “Cenizas eternas”, di Margarita Cadenas (Venezuela). Per la Sezione “Contemporanea” vince il documentario colombiano “Apaporis”, di José Antonio Dorado Zúñiga, diario di un viaggio nella foresta Amazzonica e sulle culture indigene; menzioni speciali per la commedia argentina “Viudas”, di Marcos Carnevale, e per il cortometraggio “Sufrir como dedos que no sangran” di Francisco Lupini (Venezuela – Spagna).

Il Premio Malvinas, finalizzato a promuovere la convivenza fra i popoli e il Diritto internazionale, è stato assegnato al documentario “The Cuban wives”, di Alberto Antonio Dandolo: una coproduzione italo-austriaca sulla vicenda dei cinque agenti cubani detenuti dal 1998 negli Stati Uniti per aver tentato di proteggere il loro Paese da attacchi terroristici di organizzazioni paramilitari. Due menzioni anche per i documentari “Conversazioni con Camila Vallejo”, di Manuel Anselmi e Luciano Usai (una coproduzione Italia-Cile) e “Sierra de Zongolica, voces sobre el agua”, di Gualberto Díaz González, Hugo Guzmán e Felipe Casanova (Messico). Le tre opere verranno ora acquistate per la programmazione dal Canale televisivo Incaa TV, dell’Istituto di Cinema Argentino, che collabora alla realizzazione del Premio Malvinas al Festival di Trieste.

El%20almanaque.jpgIl Premio Mundo Latino, per la miglior opera a carattere storico, è stato assegnato invece al documentario uruguayano “El Almanaque”, di Pedro Charlo (già titolare di una Menzione Speciale della Giuria nella Sezione Ufficiale a Concorso); il Premio è stato deciso da una giuria di studenti del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico. Assegnata anche una menzione speciale al film messicano “Fuimos gigantes”, di Víctor Navarro, su un popolo indigeno del Messico e la sua cultura tradizionale.

Il Festival del Cinema Latino Americano di Trieste ha attribuito inoltre il Premio “Oriundi” per la valorizzazione della memoria dell’emigrazione italiana al regista e documentarista italo-brasiliano Silvio Da Rin, che è di origini bellunesi, e il Premio “Salvador Allende” all’Ambasciatore Emilio Barbarani, già in servizio all’Ambasciata italiana di Santiago del Cile dal 1974 al 1976, durante la dittatura militare. In quegli anni il giovane diplomatico tutelò con coraggio la vita di centinaia di persone rifugiatesi nell’Ambasciata per sfuggire alle persecuzioni dei golpisti.

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Il Festival prosegue domenica 28 al Teatro Miela, con repliche dei principali film premiati e altre opere fuori concorso. Altre informazioni sul sito web www.cinelatinotrieste.org e alla Pagina Facebook www.facebook.com/cinelatinotrieste

Il 27° Festival del Cinema Latino Americano di Trieste, è stato patrocinato dall’Istituto Italo-Latino Americano, dai Ministeri per i Beni e le Attività Culturali e degli Affari Esteri. la Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori e dall’Università degli Studi di Trieste e dalla Camera di Commercio di Trieste. E’ stato realizzato con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune e della Provincia di Trieste; hanno collaborato inoltre vari altri enti pubblici e realtà private, italiane e latinoamericane.

 

 

INFORMAZIONI / INFORMACIONES:

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SPECIALE FESTIVAL DI TRIESTE 2012

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Festival del Cinema Latino Americano

 

IL PROGRAMMA DI VENERDI’ 26:

 

Ultimi film in concorso, tre Eventi speciali, il calcio argentino

 

SABATO 27 film, premiazioni, concerto di musica brasiliana

e “Premio Allende” all’Ambasciatore Emilio Barbarani

(per il suo impegno umanitario a Santiago del Cile durante la dittatura militare)

 

A Trieste ultime giornate del 27° Festival del Cinema Latino Americano: venerdì 26 ottobre la programmazione al Teatro Miela (in Piazza Duca degli Abruzzi, 3) sarà dedicata dalle 9 del mattino a mezzanotte agli ultimi film in concorso, a tre Eventi speciali, a titoli fuori concorso e al calcio argentino.

Le proiezioni inizieranno alle ore 9, nella Sala Birri, con -tra gli altri- una produzione della Escuela de Cine de Chile per la sezione sulla distribuzione alternativa Gitano Films, titoli in concorso per la “Contemporanea”, con produzioni recenti sulla cultura e la società latino americana, e per la sezione sul Festival di Oberá, in Argentina, con il quale il Festival di Trieste ha una collaborazione artistica.

27° festival cine latinoamericano triesteI film in concorso nella Sala Cinema del Miela inizieranno invece alle 10.30, con la fiction colombiana “La vida “era” en serio”, di Mónica Borda Sáenz, presente a Trieste. La storia vede protagonista una donna, madre di famiglia e professionalmente impegnata, ma insoddisfatta. Attratta dalla libertà di un’amica proverà per gioco a sostituirsi a lei, sprofondando in mondi sconosciuti e pericolosi, che metteranno a rischio la sua vita. Monica Borda è da anni molto attiva nel produzione e gestione audiovisiva; “La vida “era” en serio” è risultato vincitore del Fondo Ibermedia per la coproduzione di film iberoamericani. Il film sarà replicato la sera, alle 22.15. Chiuderà la mattinata il documentario argentino “Nacionalismo versus derechos humanos”, di Ema Cibotti, sugli anni della dittatura militare argentina, in concorso per il Premio Malvinas.

La proiezione  delle opere in concorso riprenderanno alle 16 con la commedia argentino-cilena “Tiempos menos modernos”, debutto nel lungometraggio del regista e sceneggiatore Simón Franco. Un uomo vive isolato nella Patagonia, coltivando la terra. La sua vita cambierà però improvvisamente, quando potrà guardare per la prima volta i programmi della tv satellitare, donatagli dal Ministero per lo Sviluppo Sociale.

fausto.jpgAlle 18, fuori concorso, verrà presentato come Evento speciale l’argentino “El Fausto Criollo”, del grande Maestro nel Nuovo Cinema latino americano Fernando Birri, ispirato al poema ‘gauchesco’ di Estanislao del Campo. È una reinterpretazione multiculturale del “Faust”, e della “diversità” fra culture considerate “sviluppate” in opposizione ad altre, da queste considerate “sottosviluppate”.

Seguirà, alle 19.45, un altro Evento speciale, in concorso per il Premio Malvinas: il documentario  “The cuban wives”, di Alberto Antonio Dandolo. Coproduzione italo-austriaca, racconta la vicenda dei “Cinque Cubani” detenuti dal 1998 negli Stati Uniti per aver tentato di proteggere il loro Paese da attacchi terroristici di organizzazioni paramilitari operanti a Miami. Il documentario include racconti delle spose dei detenuti, e illustra una storia d’amore e di resistenza per la giustizia.

Alle 21.15 il terzo Evento speciale della giornata, fuori concorso, sarà dedicato allo stesso tema del precedente: “L’amore non si arresta: 14 anni di ingiustizia”, di Bruno Di Marcello (Italia, 2012) illustra le lotte per la liberazione dei cinque agenti cubani detenuti da 14 anni nelle carceri di Miami per il loro impegno contro le attività anticastriste di impronta terroristica operanti a Miami.

La serata si concluderà alle 22.15 con la replica del film colombiano in concorso del mattino “La vida “era” en serio”, di Mónica Borda Sáenz.

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ElCrackPortada.jpgLa programmazione della Sala Birri, il pomeriggio e sera, dalle 15 in poi, prevede documentari, opere in concorso e fuori concorso della sezione “Contemporanea”e alle ore 21.40, due titoli sul calcio argentino: il cortometraggio “El potrero”, di Fernando Salem, e “El Crack”, di José Martínez Suárez (1960) fiction sui retroscena del calcio professionistico e sui i meccanismi segreti (tangenti, droga, manipolazione commerciale e pubblicitaria) che portano alla consacrazione di un campione.

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Il Festival proseguirà fino a domenica 28. Sabato 27 in programma film fuori concorso, alle 20.30  premiazioni del Festival e conferimento del Premio “Salvador Allende” all’Ambasciatore Emilio Barbarani, già in servizio all’Ambasciata di Santiago del Cile dal 1974 al 1976: anni in cui, durante la  dittatura militare, sfidò la polizia segreta per salvare la vita di centinaia di persone. A seguire concerto di musica brasiliana della Banda Berrimbau.

Tutte le principali opere nella Sala Cinema sono con traduzione simultanea, mentre quelle in Sala video in versione originale o sottotitolata. Altre informzioni sul sito web www.cinelatinotrieste.org, alla pagina Facebook www.facebook.com/cinelatinotrieste, e al Teatro Miela, al tel. 040.3477672.

 

 

 

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SPECIALE FESTIVAL TRIESTE: PREMIO ORIUNDI

 

a Silvio Da-Rin il Premio Oriundi al 27° Festival del Cinema Latinoamericano di Trieste, qui con il Direttore Rodrigo Diaz

Festival del Cinema Latino Americano di Trieste:

Premio “Oriundi – Italia in America Latina” al regista italo-brasiliano Silvio Da-Rin

Il XXVII Festival del Cinema Latino Americano di Trieste ha assegnato ieri  sera (mercoledì 24 ottobre) al cineasta e documentarista italo-brasiliano Silvio Da Rin il Premio “Oriundi – Italia in America Latina”. Da-Rin, che è di origini bellunesi (la sua famiglia ha ancora una casa a Vigo di Cadore), si è visto consegnare al Teatro Miela il Premio che il Festival di Trieste attribuisce ogni anno a quanti hanno valorizzato la memoria dell’emigrazione e della presenza italiana in America Latina.

Silvio Da-Rin dai primi anni ’80 ha partecipato con le sue opere documentaristiche a vari Festival internazionali, ed è un apprezzato docente di cinema. E’ stato Segretario per gli Audiovisivi del Ministero della Cultura del Brasile durante la presidenza di Luis Inázio “Lula” Da Silva, oltre che direttore generale degli Affari Internazionali di TV Brazil, la principale rete televisiva pubblica brasiliana.

Negli anni scorsi il “Premio Oriundi” del Festival di Trieste è stato assegnato ai registi cinematografici Paolo Agazzi (italo-boliviano), Juan Bautista Stagnaro (italo-argentino), Toni Venturi (italo-brasiliano), Quirino Cristiani (italo-argentino) e Gabriele Zucchelli (italiano), Francisco “Pancho” Lombardi (italo-peruviano) e a Rogério Sganzerla, prestigioso cineasta brasiliano di origini veronesi. Nel 2010 il riconoscimento è stato assegnato a León Gieco, popolare cantautore argentino di origini torinesi e nel 2011 al noto cantautore uruguayano e oriundo italiano Daniel Viglietti.

“Ricevo con grande gioia questo Premio, simbolico e importante” ha detto Silvio Da-Rin, ricevendo il Premio dal direttore dell’associazione Bellunesi nel Mondo, Marco Crepaz, e dal direttore del Festival di Trieste, Rodrigo Diaz. “Appartengo alla seconda generazione di bellunesi nata in Brasile” ha detto Da Rin “e la lingua italiana l’ho conosciuta tramite i giornali. Ma è stato attraverso la musica e il magnifico cinema italiano dei Visconti, Fellini, Antonioni, Rossellini e De Sica che mi sono avvicinato alla cultura italiana. Dedico questo Premio“ ha concluso Da Rin” alla memoria di mio padre e ai miei legami con questa Italia, di cui sono molto orgoglioso”.

Il direttore dell’associazione Bellunesi nel Mondo, Marco Crepaz, ricordando la grande emigrazione che segnò Belluno (30.000 persone l’anno, dalla metà del’800 fino agli inizi del ‘900i) ha poi ufficialmente invitato Silvio Da Rin a visitare quanto prima le sue terre d’origini italiane.

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Nato nel settembre del 1949 a Rio de Janeiro, Silvio Da-Rin ha iniziato la sua carriera come regista documentarista con il cortometraggio “Fênix” (1980). ha poi diretto una dozzina di film, selezionati dai Festival di Manheim, Lipsia, Nyon, Cork, Melbourne, L’Avana e Cracovia. Tra questi: “Prince of Fire” (1984), “Church of Liberation” (1985), “Nuestra America” (1989), “Vote to Vote” (1994). Nel 2006 ha concluso il documentario “Hércules 56”.

Laureato in design, Silvio Da-Rin ha proseguito gli studi con un Master in Comunicazione e nel 1981 si è specializzato in registrazione sonora cinematografica all’UCLA Extension, in California. E’ presente sulla scena cinematografica brasiliana dal 1978 come fonico di oltre 150 film tra cortometraggi, documentari e lungometraggi.

Oltre alle attività di regista documentarista e di fonico, Silvio Da-Rin insegna e tiene conferenze presso numerose istituzioni e scuole di cinema. Nel 2004 ha pubblicato il libro “Broken mirror: tradition and transformation of documentary”, ed è stato per due volte il presidente dell’associazione ABD / Brazilian Documentary Association (nel 1983 e 1987) e membro di giurie di festival cinematografici in Brasile e all’estero.

Informazioni sul Festival di Trieste sul sito webwww.cinelatinotrieste.org e su Facebook alla pagina www.facebook.com/cinelatinotrieste.

 

 

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